Marsala vergine. Gli abbinamenti

Esistono due tipologie di Marsala Vergine e vale la pena di scoprire le caratteristiche di entrambi, per verificare i migliori abbinamenti possibili.

Marsala Vergine Stravecchio o Riserva e il Marsala Soleras. Ecco come si degusta

In particolare il Marsala Vergine Stravecchio o Riserva è caratterizzato da una maturazione che può raggiungere i 10 anni in botte, mentre il Marsala Vergine o Soleras – che è quello che viene realizzato attraverso il metodo che ha contribuito alla sua celebrità – si fa notare per una carica aromatica unica e per note ossidative molto forti. 

Si tratta di un Marsala che presenta profumi floreali e pungenti, molto forti, con note peculiari di liquirizia e di spezie. Vale la pena di sapere che il Marsala Vergine ha non più di 40 grammi di zucchero per litro, e quindi non è mai dolce. Proprio come lo Sherry, può essere abbinato con i frutti di mare e il pesce, oppure bevuto come aperitivo.

I consigli per una degustazione perfetta. Il Marsala si beve freddo

Se è vero che quelli siciliani sono alcuni fra i vitigni a bacca bianca più diffusi in Italia, è altrettanto vero che il Marsala è un nome di richiamo non solo per gli appassionati, ma anche per i neofiti del mondo del vino. 

A prescindere dalla tipologia, si tratta di un vino invecchiato che, di conseguenza, può essere degustato in maniera ottimale dopo avere aperto la bottiglia con un certo anticipo, così che lo si possa lasciar decantare. Quanto tempo? Dipende: un periodo direttamente proporzionale al tempo che è rimasto in cantina. Stiamo comunque parlando di un vino liquoroso, e in quanto tale merita di essere degustato piuttosto fresco, scegliendo una temperatura non inferiore agli 8 gradi ma soprattutto non superiore ai 12 gradi. 

Il consiglio degli esperti è di optare per una temperatura più bassa nel caso di un vino meno invecchiato e dolce, scegliendo invece un paio di gradi in più per una bottiglia a più lungo invecchiamento, tipica delle versioni semisecche e secche. Quel che conta, però, è che si utilizzi un calice a stelo lungo da vino passito. 

Ecco cosa mangiare accompagnato da un ottimo Marsala pregiato dolce, secco, semisecco e come abbinarlo

Il Marsala è un vino dalla lunga storia, che prende il nome dal celebre comune in provincia di Trapani che vale di certo il tempo di una visita. Il Marsala pregiato può essere dolce, semisecco o secco. Il Marsala secco è ideale per un aperitivo, e nel caso in cui sia invecchiato, si adatta alla perfezione anche alla conclusione di un pasto; il connubio ideale è con la bottarga. Per quel che riguarda il Marsala semisecco, invece, è il compagno perfetto dei formaggi e in particolare del grana, a patto che sia invecchiato abbastanza a lungo. 

Va bene anche con le confetture di frutta e con le crostate: insomma, con i dolci in generale.

Il Marsala dolce, perfetto per il cioccolato

Passando al Marsala dolce, invece, lo si può servire con i dolci al cioccolato, con quelli al cucchiaio e con quelli di crema. A seconda dei vitigni che vengono usati, le caratteristiche sono diverse: per esempio il Damaschino è contraddistinto da grappoli poco acidi e di dimensioni importanti, mentre il Catarratto vanta grappoli zuccherosi e lucidi. 

Non ci si può dimenticare, poi, del colore rosso rubino davvero profondo del memorabile Nerello Mascarese.

La Sicilia dei vini a bacca bianca

Sapevi che i vitigni a bacca bianca più diffusi sono il Catarratto in Sicilia e il Trebbiano coltivato in più regioni d’Italia? Ma torniamo al Marsala, per scoprire che anche la classificazione del colore riveste un ruolo di primo piano: rubino, ambra e oro.

In ogni caso si ha a che fare con una colorazione di grande intensità, mentre il grado di limpidezza cambia a seconda di quanto è lunga la fase di affinamento. Alta è anche la consistenza, in quanto si parla di un vino liquoroso che viene realizzato con l’integrazione di mistelle e a volte di mosti cotti.

 

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